Safari in Tanzania
Curiosità, Viaggio con amici  25 Novembre 2019

Alla ricerca di ispirazioni per un safari in Tanzania? Oggi vi parliamo di uno dei luoghi più suggestivi del pianeta: la riserva naturale di Ngorongoro, nel cuore dell’Africa, dichiarata Patrimonio dell’Unesco nel 1979 e International Biosphere Reserve nel 1981.

Situata nel nord della Tanzania a 2.200 metri di altitudine, Ngorongoro è la caldera più grande del mondo, si formò circa 2,5 milioni di anni fa da una poderosa esplosione che creò una depressione, facendo sprofondare il vulcano e lasciando un cratere del diametro di 19 km, una superficie di 300 km2  e 600 metri di profondità. 

Grazie alle sue barriere naturali, questo cratere ospita uno degli ecosistemi più magici del mondo, tanto che il suo nome in lingua masai significa regalo della vita, per questo motivo è una delle mete preferite di chi è appassionato di safari in Tanzania; è infatti l’unico posto nei dintorni in cui è possibile avvistare facilmente i Big Five e oltre 400 specie di uccelli. 

Sulla corona del cratere vi è un’unica strada, mentre sul versante meridionale ci sono quattro strade che collegano la corona con l’interno del cratere; il percorso richiede circa 30 minuti in fuoristrada. Il cratere appartiene all’area più estesa, (circa 8300 chilometri quadrati) della riserva naturale di Ngorongoro. Il centro del cratere è occupato dal lago Magadi (da non confondere con l’omonimo in Kenya), chiamato anche Makat (sale) in lingua Masai, che ha acque basse e tende quasi a prosciugarsi durante la stagione secca, e rappresenta il punto migliore per osservare stormi di fenicotteri e gru coronate, ma anche molti erbivori, soprattutto numerosissimi gnu e zebre che qui si abbeverano, richiamando a loro volta la presenza di leoni e iene. La riserva naturale di Ngorongoro rappresenta per la sua biodiversità uno dei luoghi più affascinanti per chi si appresta a partire per un safari in Tanzania. 

A sud del lago si trova la foresta di Lerai, caratterizzata principalmente dalle acacie gialle conosciute anche con il nome di albero della febbre, mentre il resto del cratere è occupato da praterie e piccoli stagni che ospitano gruppi di ippopotami. Il cratere è anche l’unico luogo in Tanzania in cui è possibile avvistare il rarissimo rinoceronte nero, mentre le giraffe non sono presenti. 

La riserva viene amministrata dalla Ngorongoro Conservation Area Authority (NCA), che è un organismo indipendente dal sistema dei parchi della Tanzania e amministra l’area in modo diverso; per esempio, all’interno della NCA la popolazione dei Masai può vivere e spostarsi liberamente (cosa che non avviene in nessun altro parco della Tanzania). Oltre al cratere omonimo, la riserva di Ngorongoro include due altri crateri di dimensioni minori, Olmoti il monte Loolmalasin e Empakaai fino al vulcano attivo Ol Doinyo Lengai, il monte di Dio, un cono perfetto sacro ai Masai, nonché l’importantissimo sito archeologico delle Gole dell’Olduvai, conosciute come “culla dell’umanità”. Qui vennero rinvenuti resti di uomini primitivi risalenti a circa 1.75 milioni di anni fa e svariati fossili di animali risalenti all’età della pietra. 

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